Il ristorante L’altro cantuccio, nel cuore di Montepulciano, in questa primavera 2026 non ha solo portato in tavola un nuovo menu dedicato alla stagione, ma ha anche voluto rendere omaggio alla millenaria storia della propria terra raccontandone le tappe storiche in gusto. Ripercorrendo gli usi e i costumi a tavola di una volta, riportando alla luce gli ingredienti che costituivano l’alimentazione locale, principalmente basata su cereali e pesci di lago di cui la Valdichiana era ricca, nasce “Montepulciano negli anni”, un percorso costruito come una narrazione storica, dove ogni piatto diventa il frammento di un’epoca, di una strada, di una cucina realmente esistita nella città.

Un viaggio nel tempo che lo chef e patron Mattia Putzulu ha fortemente voluto e per cui ha condotto un’accurata indagine, volto a glorificare questa città e quest’area oggi molto battuta dal turismo internazionale anche grazie alle preziose realtà vitivinicole, e che mira in realtà a coinvolgere la clientela locale e gli stessi abitanti della città a riscoprire le proprie radici ritrovando un contatto più intimo attraverso il cibo.

In parallelo lo chef porta avanti anche lo studio sulla pasta secca grazie alla collaborazione con il team di Artisti di Al Bronzo Barilla, per cui si rinnova anche nel 2026 l’impegno a indagare le possibilità di combinazioni di sapori e consistenze di un ingrediente imprescindibile anche nelle cucine d’autore. E anche in queta primavera Mattia sceglie di dare il proprio contributo con una ricetta originale e pensata appositamente per Barilla, con lo Spaghetto che ama per la sua carnosità e gestualità a tavola. Dopo la cottura al dente in acqua salata, viene condito con un burro alla curcuma, e mantecato con un estratto di cipollotto, lime e zenzero a dare freschezza e note agre. Per finire, a tavola viene grattugiata, a mo’ di tartufo, la bottarga di chianina, ottenuta dall’essiccazione e dalla stagionatura della carne più rappresentativa del territorio a creare un contrasto sapido, e scorza di arancia a rafforzare le note agrumate dando pulizia al palato. Ricerca di freschezza come stagione vuole, con il contributo agrumato che ci riporta al gusto rinascimentale di rifinire i piatti con la frutta, nel pieno rispetto della storia del luogo.
