Ci sono ingredienti che appaiono sui banchi del mercato per un breve periodo dell’anno e che per la loro rarità diventano emblema agognato di una stagione, oltre a farsi vessillo di un gusto tradizionale regionale. In Toscana sono storicamente amati e apprezzati i fagiolini stringa, anche detti serpente per la loro forma allungata, ma anche Sant’Anna, perché il cibo quasi sempre è storicamente legato alle liturgie, e il periodo della loro massima produzione e raccolta coincide con il 26 luglio, giorno in cui si festeggia appunto Sant’Anna.
Si cucinano per lo più con una base di salsa di pomodoro, aglio e salvia, erba aromatica essenziale nel gusto toscano, e si gustano anche fredde, quando la canicola non è alleata dei cibi caldi ma non si vuol rinunciare a piatti succulenti seppur vegetali. Il segreto che rende questo piatto irresistibile, oltre alla salvia, è l’intingolo succoso che invoglia a fare scarpetta fino a ripulire il piatto, e spesso viene anche riutilizzato per condire la pasta.

Ecco, prendendo spunto dal riutilizzo della salsa e dalla particolare forma allungata dei fagiolini, a Tatiana Porciani di Erbaluigia è venuto in mente di cucinare un primo piatto freddo a base di Spaghetti e stringhe, che si avviluppano nella forchetta all’unisono, confondendo morso e gusto, complice lo spaghetto quadrato di Al Bronzo Barilla che è particolarmente carnoso e consistente da accogliere il pomodoro e mimetizzarsi con il fagiolino.

La tradizione è rispettata nella ricetta, Tatiana aggiunge olio al pomodoro e alga fagiolino che dà note di iodio che rafforzano l’eco di omega 3 nei terziari del vegetale, la succulenza è al sicuro, l’estate resta calda ma trova refrigerio in larghe forchettate di gusto toscano servito freddo.
